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Friday, 6 December 2013

Humans, encore

My dear friends,

"Humans" has been performed again, this time at Velvet Tongue, one of the best literary events in London.

And here you can see a lot of new images!
 pic by Car Chamberlain



 Pics by John Abdn



Pics by Carl Chamberlain

Friday, 15 March 2013

recensione di Infezione

Lorenzo Spurio, scrittore, poeta e creatore della rivista letteraria Euterpe ha pubblicato sul blog Letteratura e Cultura una bellissima recensione del mio Infezione che riporto di seguito.

“INFEZIONE” DI SUNSHINE FAGGIO, RECENSIONE DI LORENZO SPURIO

Infezione
di Sunshine Faggio
prefazione di Luciano Recchiuti
Arpeggio Libero Edizioni, 2012
ISBN: 9788897242246
Pagine: 104
Costo: 12 €
 
Recensione di LORENZO SPURIO

Dall’altezza della tua perfezione
non è facile capire me
che agonizzo
nel mio guscio d’inadeguatezza.
(Da “Guscio d’inadeguatezza”, p. 49)

Fronte InfezioneLe poesie di Sunshine Faggio, toscana emigrata a Londra, funzionano come un pugno allo stomaco per la loro carica di energia e il loro linguaggio violento, crudo, e a tratti anche ossessivo. O forse si dovrebbe dire che funzionano come una pugnalata alle spalle, perché producono sì violenza e vanno dritte al sodo, sviscerando formalismi o qualsivoglia orpelli della poesia “barocca”, ma arrivano improvvise e certi versi “dolorosi” e spietati arrivano proprio mentre meno ce l’aspettiamo.
La poetessa è una narratrice del disagio, del senso d’in-appartenenza al mondo, della scissione continua del suo io e un’anima alla continua ricerca di sensi, significati ed emozioni. E’ in questo percorso cupo e a tratti angosciante in cui il vitalismo sembra essere il peggior nemico che Sunshine Faggio ci parla di violenze, rapporti sessuali feroci, sadomasochismo e ipotesi di suicidio (“Dall’alto/ ho guardato le rotaie,/ erano accoglienti,/ invitanti”, in “Contemplazione”, p. 15). C’è, infatti, una lirica dedicata alla grande Sylvia Plath, celebre scrittrice americana che si diede la morte all’età di trenta anni.
Il titolo, incisivo quel tanto che basta ad incuriosire il lettore a sfogliare questo libro, è la summa dei contenuti delle varie liriche che ci mostrano un mondo caduto nei suoi stessi recessi, quasi allucinato e degradato non tanto a causa dei drammi della società (non si parla di povertà, di violenza sociale), ma in quanto il singolo è portato a prendere narcisisticamente e quasi in maniera nolente decisioni su comportamenti discutibili e per se stesso traumatici.
E’ una poesia intimistica e non intima, personale, e sofferta che fa utilizzo di un linguaggio urlato per dar voce a sevizie e inganni del presente. Non sono, però, urla in cerca di un aiuto, né tentativi di appello; sembrano essere, invece, grida di liberazione, di scaricamento delle troppe energie accumulate, come un doloroso rito di passaggio.
Chi urla lo fa o per intimare al pericolo, o per richiamare l’attenzione.
Ci sono, però, anche persone che come la Faggio, urlano per se stesse. Per riaffermare al presente di “esserci” e di ristabilire un rapporto con il tutto.
E se il prefatore , Luciano Recchiuti, parla di dark side per riferirsi a questa componente carnale e morbosa presente nella poetica della Faggio, a me piace poter parlare di deviant art: la poetessa si spinge ai margini dei limiti, sfiora l’abisso, conosce l’oltre, ma alla fine decide sempre di rinunciare a quel passo estremo verso l’altro (mondo), perché forse, anche se non si penserebbe, un briciolo di vitalismo è presente in lei.
Dalle liriche fuoriesce violenta un’esasperata lotta tra Eros e Thanatos, la convinzione che il male (inteso in senso esteso) sia ormai componente inscindibile dall’uomo, ancor più del suo contrario, come osserva nella lirica che apre la raccolta: “L’essere umano/ ha bisogno/ di farsi del male” (p. 11). Ma perché il bisogno del dolore e della violenza, dei soprusi e degli odi? Forse perché è la componente animalesca ed egoistica dell’essere umano che padroneggia sulle nostre sfere emotive, sui nostri comportamenti e, come nel più cupo pessimismo, anche nell’azione più bella, spensierata o goliardica, c’è immancabilmente qualcosa che tende all’infelice, all’inumano, al viziato.
Per citare Pavese, “le parole sono pietre”, ma nel caso della Faggio bisognerebbe dire “le parole sono lame” e molto acuminate, anche. L’intera silloge è sostenuta da sprazzi di inaudita violenza (non solo dei comportamenti umani, ma anche delle manifestazioni atmosferiche) quasi che ogni cosa, vista dagli occhi della poetessa, debba per forza accadere nella sua forma iperbolica, smisurata, violenta ed esasperata; ed è per questo, forse che il sole è “bruciante” (p. 13), la speranza non è altro che un “massacro” (p.13), le immagini sono “distorte” (p. 13) cioè allungate,  deformate, perché è la realtà ad essere allucinata, e ancora scrive di “lemmi lancinanti” (p. 17), “sinestesie del non ritorno” (p. 17) e di “roventi stelle” (p. 65)
Immagini di violenza subita, di percosse date e, immaginiamo, di liti tumultuose nelle quali le mani fanno seguito alle parole urlate sono presenti in vari versi: “Aborro/ quest’ombra scura/ insediatasi sul mio viso,/ le macchie sanguigne/ che non danno tregua” (in “Anima ed anima solo”, p. 41), “spina dorsale frantumata” (in “Colonna rotta”, p. 45), i “lividi neri sul collo” (in “Messa di Natale”, p. 61).
Linguaggio incisivo, acuminato, che si dispiega sul foglio come spastici fendenti, come mosse inconsulte dettate da irragionevolezza, istinto brutale e forse anche un po’ di vigore giovanile.
Ed è sicuramente la sfera semantica che fa riferimento al mondo del sesso che la Faggio utilizza spesso nei modi più vari per intendere materialmente quello che la parola, anche scurrile, suggerisce, ma per evocare significati anche più estesi che concernono il bisogno dell’io poeta di rapportarsi al mondo: “Mi sono svuotata/ affinché il mondo/ possa riempirmi,/ inseminarmi dei suoi colori” (in “Lisbon Story”, p. 27).
L’atto sessuale si configura così come un senso di supremazia e onnipresenza che consente alla poetessa di illudersi di poter gestire tutto e allo stesso tempo di sapersi perdere nei sentimenti, quasi ad annullarsi: “Vorrei possederti per sempre./ Fino ad aver schifo di te.” (p. 29): in questa poesia l’atto sessuale apparentemente sembra privato di una qualsiasi connotazione erotica dell’amore, e questa intuizione viene poi riconfermata dal secondo verso in cui il troppo amore finisce per diventare noia, ribrezzo e fastidio. Pensieri che in un’altra lirica rivolta all’amato fanno dire alla poetessa con un linguaggio viscerale e quasi nauseante: “Ti voglio vomitare” (p. 31).
Ma è normale e direi non scontato che una poetessa giovane del nostro periodo storico utilizzi il tema del sesso nella sua poesia, sviscerando immagini anche forti delle quali non sente il bisogno di vergognarsene o di mitigarne la descrizione: in “Catarsi” si parla di un “incesto [che] non è mai stato così dolce” (p. 53) mentre in “Silent Room”, l’amplesso tra due amanti (che in un’altra lirica viene definito come “Apocalisse d’odori e gemiti”, p.57) ha luogo sotto gli occhi di tutti mettendo in luce, dunque, una qualche vena voyeuristica: “ e la folla attorno/ esaminandoci/ come fossimo nulla più/ di una performance” (p. 55), quasi ad intendere che l’atto del movimento meccanico e la gratuità delle immagini facciano delle due persone, degli attori di una scena da impersonare.  In “Messa di Natale” la poetessa descrive un rapporto odioso, perché violento e traumatico nel quale lei si paragona a una “bambola malleabile” (p. 62), ma allo stesso tempo di questo rapporto distorto non può farne a meno e lo ama, lo desidera.
Ciò che pervade nella lirica è la convinzione che ci sia il bisogno di cambiare perché questa vita monotona e stancante che spesso fa i conti con un passato doloroso e sempre presente è invivibile. Le persone e i posti attuano su di noi un cambiamento e noi, giorno dopo giorno, siamo chi gli altri vogliono che siamo. C’è un pizzico di desolazione misto a un senso di sfruttamento che, amalgamati insieme, “regalano” all’uomo d’oggi l’insofferenza e l’inadeguatezza nel condurre la propria vita senza sentirsi malato, infetto, degradato, usurpato, battuto o sfidato:

Dopo che tutto è filtrato
in profondità,
bisogna avere ogni giorno di più
per tornare a percepire la realtà
con tanta forza (p. 83).
(scrittore, critico-recensionista)
JESI, 14-03-2013
E’ SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O PUBBLICARE LA PRESENTE RECENSIONE SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTORE.

Thursday, 21 February 2013

INTERVISTA

Carissimi e Carissime, 

ieri mi e' stata fatta un'intervista 
che potete ascoltare 
se volete avere qualche idea in piu' 
di come scrivo e perche' scrivo.

Buon ascolto!!!


Sunday, 6 January 2013

still promoting

e qui!

http://blogletteratura.com/2012/12/14/infezione-la-nuova-silloge-di-poesie-di-sunshine-faggio/



Infezione
 è in vendita sul sito della casa editrice 
www.arpeggiolibero.it

Monday, 10 December 2012

VERSO ME STESSA






Filo spinato,
spazzatura
e le rotaie del treno.
Cavi d’altatensione.

Anche oggi
ho mollato tutto
e sono venuta a rifugiarmi
tra questa carta umida
e quest’inchiostro arrugginito.
Sono venuta
a chiedermi aiuto,
ad afferrarmi per i capelli,
a riportarmi indietro.

Verso me stessa.

Sono venuta
a smettere
di dare
una logica
alla mia vita;
per interrogarmi
sulla tua presenza
nella mia esistenza.



(Uno dei componimenti presenti in INFEZIONE, mia seconda silloge in prossima uscita con la casa editrice Arpeggio Libero)

Sunday, 2 December 2012

Seni


Ho un seno più grande dell’altro.
Gli uomini mi accarezzano
il più
sporgente.
Che furbi.
Penso.
È l’istinto animale.
Il mio petto
il mio seno
la mia tetta violacea di morsi
di freddo
d’imperfezione.
Solo tu sei perfetto
solo lui,
vi dico,
cuore unto,
preferisce l’odore di merda
a quello della
varichina
lui
ed il perfetto difetto
del suo caldo mento
della sua calda carezza
del suo sterile ti amo




Poesia di Luna Miguel da me tradotta. 

Potete comprare il libro su :

    www.edizionidamocle.com



Sunday, 25 November 2012

MUSA AMMALATA



Carissimi e carissime,

finalmente 
e' 
uscita la mia traduzione 
della raccolta 
della poetessa spagnola 

LUNA MIGUEL 

dal titolo 

MUSA AMMALATA 

Potete dare un'occhiata 
(e magari ordinare il libro) 
al sito di 
Damocle,
la casa editrice presso la quale e' stata pubblicata,
a quest'indirizzo:

http://www.edizionidamocle.com/

per scoprire questa meravigliosa scrittrice che,
malgrado abbia poco pu' di vent'anni sta gia' conquistando il panorama letterario internazionale!

questo e' il blog di Luna:

http://www.lunamiguel.com/


La prefazione e' stata scritta da 

VIOLA DI GRADO

scrittrice che molti di voi 
gia' conosceranno per essere
la vincitrice del 

Premio Campiello Oper Prima 2011

con il romanzo d'esordio
"Settanta acrilico, trenta lana"
pubblicato da E/O

Sunday, 12 August 2012

onirica





Premiazione del concorso nazionale di narrativa e poesia 
"LA VOCE DEI SOGNI". Sezione POESIA:
 3° classificato 
Sunshine Faggio di Londra, 
2° Antonio Colandrea di Matera,
 1° classificato Adriana Gloria Marigo di Padova. 
Menzione 
speciale a Roberto Massaro di Firenze. 

Monday, 2 July 2012

Novità poetiche!

   Domani sera sarò poeta ospite all'evento 

Y- Tuesday poetry, 

at the Three Kings Pub, Clerkenwell Close, EC1. 


Le cose stanno proprio andando bene!

Trovato un editore per le mie traduzioni della poetessa 

Luna Miguel

e per la mia nuova silloge!


Per scaramanzia non voglio dire molto di più,

finger crossed!




Wednesday, 21 December 2011

EUTERPE 2

Scaricate
GRATIS
la rivista letteraria Euterpe
sulla quale è stata pubblicata una mia poesia!


vi sono anche racconti, saggi di teatro ed antropologia ed un sacco di materiale super-interessante!

Monday, 8 February 2010

IL FEDERICIANO


In quest'antologia è stato pubblicato il mio componimento

"Radice"

Libro Giallo; pp.224 €15,00
ISBN 978-88-6498-079-9



Affrontare un'opera antologica è sempre mossa letteraria che guida contemporaneamente lo stupore, e la curiosità, di imbattersi in stili, forme, espressioni, ritmi, e sentimenti tra di loro vasta e complessa esposizione linguistica una variopinta possibilità di conoscenza.
Ed è proprio con questa sensazione, di andare alla scoperta di nuove certificazioni poetiche dell'umano vivere, che bisogna inoltrarsi nei colori de Il Federiciano: la sua lirica attraversa luoghi, percezioni ed emozioni come istantanee da consegnare al lettore. Il quale coglie senza fraintendimenti gli umori, i colori, e gli odori che accompagnano il comunicare in versi, come in un grande affresco moderno.


Tratto dalla prefazione di Giuseppe Aletti

Saturday, 11 July 2009

PÁJAROS DE VIDRIO

CON QUESTA POESIA HO VINTO UN PREMIO LETTERARIO. il premio internazionale Gino Recchiuti, sono arrivata terza...BUONA LETTURA, OSPITI ADORATI.

He tenido el mundo entre las manos
una vez,
lo he agarrado tan fuerte,
tan jodidamente fuerte,
que sus huellas
se me han clavado en las palmas.
He sido capaz de oler la libertad,
de embrazar las brisas
y la humedad de un respiro.
He llegado a sentir todo tan mío,
tan, tan mío
que sé
que ya no hay
vuelta atrás,
que no hay vuelta
a esos falsos relámpagos de conocimiento
que sólo son pájaros de vidrio
que se desmenuzan
cuando cierras la mano
ententando hacerlos tuyos
para siempre.