Ed in questa immobilita'
viscido mi spia il silenzio
nelle sue pupille
scintille
mi strilla
mi piange lacrime bianche
dai denti marci
mentre mi torturano
con quelle matite
mi spingono lontano.
Mi assalgono,
sara' solo un'ultima volta
lodano il corpo
con violenza
e nauseante falsita'.
Vorrei mordere
lacerare
premere
fuggire.
Nella clessidra
cade la sabbia
mi arrivano le tue urla lontane
di un velo mi copro
astratta corro da te.
E' finita.
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Saturday, 17 November 2012
Tuesday, 30 October 2012
bedlam
E' come Bedlam.
Guardi fuori e tutti sono ripugnanti
nani mongoloidi
giganti deformi.
Una foto di Diane Arbus
una poesia di Klaus Kinski.
Bedlam, Bedlam, Bedlam
un rimbombo dentro
che non ha fine
come se
ci fossi stata
come se
non ne fossi mai uscita.
Londra-Bedlam
Londra-Bedlam
Come se
non stessi andando al mare
Come se
la nebbia non fosse solo fuori.
Thursday, 13 September 2012
PAPAVERI ED AQUILONI
rielaborazione di un vecchio testo..a voi
Il
cielo
le
palle di neve nera
i
sassolini
il
pugnale insanguinato,
gli
aquiloni
i
fiori.
Quanta
poesia hai dentro!
Una
spennellata di blu infinito non è sempre la stessa,
brilla
di più quando la dai tu
anche
se la libellula che mi teneva compagnia è morta.
E
che meraviglia quel papavero appeso al filo d'acciaio,
ti
scorrazzava dietro quasi fosse un bambino.
Un
papavero che sembrava un paio di manette
anziché
un orpello per la festa.
Io
stridevo di gioia.
Poi
il sasso cadde
e
la luce si spense.
Fu
la corda dei ricordi a ricondurmi all'ovile
aprii
la porta con le unghie
e
la seppellii in giardino
feci
la pipì e svuotai il cervello.
Eppure
era rimasto il groppo in gola
il
sassolino nella scarpa
la
spina nel fianco.
Che
scomodità.
Non
ce la facevo più.
Ritornai
alla festa,
ritornai
anche se avevo seppellito il filo dei ricordi,
ritornai
perché era rimasta un'orma che mi infastidiva,
ritornai
grazie al mio fiuto ed al tuo fiato.
Ti
ritrovai piangente
rintanato.
Presi
quel papavero
te
lo slegai dai polsi
e
lo lasciai volare.
Ti
afferrai per il dito mignolo e condussi al fiume,
ti
accomodai su di una barca a remi
abbandonandoti
alla corrente.
Eri
andato
l'ultimo
ricordo fuggito
le
ceneri abbandonate.
Cervello
riciclato.
Iniziai
da capo.
Tuesday, 28 August 2012
wasser
E si posarono sull'acqua due colombe.
Bevvero.
Ho sorriso, deciso fosse un segno.
Ora aspetto.
Sunday, 18 March 2012
Un perro descalzo
He sentido que es inùtil que hablemos.
INUTILE.
Perché c'è un fruscio di sottofondo che perdura
che non lascia tregua.
Tu eri il posto dove andavo quando c'era bisogno di tregua.
Hai cambiato la maschera.
Un pitido sin fin.
Un aullido.
Un perro descalzo.
Ardor machacado.
Stavo svenendo e mi facevano male le orecchie e il cuore.
Che poi che sarà mai?
Che credo nella sinteticità.
E nella strega dai mille suoni e i suoi serpenti.
Tuesday, 13 December 2011
danza di morte 2

Quanto capisco Frida,
ora,
seduta al buio di questa scatola chiusa.
L'angoscia,
il ventre che scoppia.
Creature che colonizzano i miei organi.
Vorrei non averlo fatto.
Parzialmente reversibile.
Parzialmente
uccidere.
Danzano vergini dentro me,
danzano e mi soffocano.
Sono diventata
zoppa,
ma non è stata la polio.
Danza di morte.
I sonniferi faranno effetto tra un po'.
Painting: Frida Kahlo, Henry Ford Hospital, 1932
Wednesday, 16 November 2011
la prossima fermata è cancro...
Wednesday, 26 October 2011
nel dubbio, dubita. e scrivi una canzone
Friday, 7 October 2011
thirsty

And when i walk
through the sad city
I get chocolates
for him even though
he doesn't love me
anymore
still, he never did
nor does he love
the moon
[...]
Am I supposed to only
love when it is
time to? Am i supposed
to be there for people
only when iti is time to?
CITYSCAPE, DOROTHEA LASKY
Fiori a terra.
Io appesa.
Fasciata.
La candela
brucia
la corda.
Io cado.
L'acqua.
Cade.
La pittura.
Cade.
Gattono.
L'acqua.
Vita.
Non la raggiungo.
Muoio di sete.
pic from the web
Wednesday, 5 October 2011
when it is 5 a.m. and im lonely
"When you want to love, the people are never there"
DOROTHEA LASKY
Buttata.
A capofitto.
Nell'assurdo.
So che sbaglio.
Intossicata.
Lo faccio.
A ripetizione.
Perseverare.
E' diabolico.
Brucerò.
Tra le fiamme dell'inferno.
Monday, 19 September 2011
Nipples and cockroaches
Girovagando intorno a cadaveri stellati,
ho dimenticato il sapore del sale.
Volteggio e ti scordo.
Entrano i caimani, ora.
Barbari ti rimpiazzano.
Lande interessanti.
Brucia il fuoco, brucia.
Mi rialzo.
Rimangono capezzoli e scarafaggi.
C'è stato il suo virus
tra il nostro amore.
pic: fire in the countryside, by me.
Saturday, 3 September 2011
BASTATI
VolEVO EssERE
La Tua deA
haI scelto l'aPosTaSia,
hai rinNegato il tUO credo,
InfeDele.
alla GoGNa,
ORA,
sPOrCO tRAdiTOre..
NON RIESCO A
FONDERMI CON LA MUSICA...
FONDERMI CON LA MUSICA...
DOVE SEI??
DOVE SEI?
dove sei ? dove sei?
dove sei ? dove sei?
dove sei ? dove sei?
dove sei ? dove sei?
dove sei ? dove sei?
mi hai cancellata come una frase sbagliata.
io non ci riesco,
non ci riesco
non ci riesco
non ci riesco
non ci riesco.....
SEI SOLO UNO IN PIU'
LO SO
EPPURE FAI UN MALE SPORCO,
TANTO CHE MI BRUCIANO GLI OCCHI.
un altro whiskey e sarai solo passato...
io non sono nulla e tu eri tutto il mio ora.
ma mi salverò,
perché sono così persa
da poter essere ritrovata,
così finita,
da poter essere ricominciata.
martello e chiodi,
attaccherò anche questo al muro
me lo scolpisco nell'anima
e imparo..
ci sono solo io
il resto appare e scompare.
il resto è solo vuoto
LUI E' VUOTO
BASTA CON IL RESTO
BaSTATi
e' un fottuto ordine
PIC FROM THE WEB
e' un fottuto ordine
PIC FROM THE WEB
Friday, 19 August 2011
GOD IS IN YOUR TYPEWRITER.
Divertente ciò che esce quando non pensi affatto, apri solo il rubinetto della mente e diventi nulla più che un mezzo affinchè le parole trovino un posto in questo mondo..
My crystal teeth
fell down as Jesus’.
Piove acqua mondana
s’alza il braccio destro della sfinge ad indicare il cammino.
Non mi strangolare,
questo non è il Polo Nord,
le balene non sono ancora arrivate,
che ai ricchi può succedere di tutto,
grazie a dio io non sono ricca
e non mi ci sento
e non lo voglio.
I don’t feel it,
I don’t feel the rich.
Sunday, 10 July 2011
PAPAVERI ED ACQUILONI

Il cielo, le palle di neve nere, i sassolini, il pugnale insanguinato,
gli aquiloni, i fiori.
Quanta poesia hai dentro.
Una spennellata di blu infinito non è sempre la stessa,
è più bella quando la dai tu.
Brilla di più anche se la libellula che mi teneva compagnia è morta.
Che meraviglia il papavero appeso al filo d'acciaio,
ti scorrazzava dietro quasi fosse un bambino.
Un papavero che sembrava un paio di manette,
anziché un orpello per la festa.
Io stridevo di gioia.
Poi il sasso cadde
e la luce si spense.
Fu la corda dei ricordi a riportarmi all'ovile;
ho aperto la porta con le unghie
e l' ho seppellita in giardino.
Ho fatto la pipì e poi svuotato il cervello.
Eppure era rimasto il groppo in gola, il sassolino nella scarpa,
la spina nel fianco.
Che scomodità.
Non ce la faccio più.
Ritornerò alla festa,
ritornerò anche se ho perso il filo dei ricordi,
ritornerò perché è rimasta un'orma che mi infastidisce,
ritornerò grazie ad il mio fiuto ed al tuo fiato.
Ti ritroverò piangente, rintanato.
Prenderò quel papavero, te lo toglierò dai polsi
e lo lascerò volare.
Ti afferrerò per i dito mignolo e condurrò al fiume,
ti accomoderò su di una barca a remi
abbandonandoti alla corrente.
Sarai andato,
sarai l'ultimo ricordo fuggito,
sarai le ceneri abbandonate.
Cervello riciclato.
Inizierò da capo.
MiRò, "Blue I, Blue II, Blue III", 1961.
Saturday, 25 June 2011
fiabe moderne
Sei stata una purificazione dopo tutto quel muco.
Bianca ed azzurra, ancora non so
se eri la Madonna oppure la Fata Turchina.
Il sale in terra,
il ghiaccio che si scioglieva.
Tu giacevi in attesa.
Ti strappavi l'anima a morsi
e legavi i capelli con dell'ortica.
Ti bagnavi d'idolatria
e sorridevi, spessa.
Che gentilezza, i tuoi occhi smarriti
affondati nel cotone!
pic: me, taken at ]performance space[.
Thursday, 23 June 2011
Sapeva d'Irlanda
I polli morti, l'erba appassita, i tuoi rimorsi. La tua pelle secca, le mie dita intrappolate nel tuo cuore.
Le scarpe che hai lasciato di fronte alla mia porta sono vecchie ormai. Non le ho mai spostate, mi facevano paura. Mi ricordavano di te, così vecchio e stanco, così pericoloso. Così concavo.
E poi c'era lui che ti osservava come se ti stesse torturando, lui che godeva a vederti muto in quella gabbia bianca.
Chissà se sei uscito, se hai tolto gli stecchi dal cancello, se hai dato fuoco alle erbacce. Chissà se sei riuscito a piangere, una volta per tutte.
pic: dettaglio della performance di Alistair Mac Lennan, at ]performance space[ London, June 2011.
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