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Sunday, 13 October 2013

SHE'S NOT DEAD

Scomparsa ancora una volta,
ancora una volta, ritorno.

Lord
The cage has become a bird
and has flown away
and my heart is crazy
because it howls at death
and smiles behind the wind
at my ravings

What will I do with my fear
What will I do with my fear

Friday, 8 February 2013

the savage God

At a certain stage of enlightenment, the futility of life becomes comic

AL ALVAREZ

Tuesday, 25 September 2012


"Now all I read is poetry. Poetry is the one thing that
isn't contaminated, the one thing that isn't part of
the game"

                                                                                        Young Guerra in "2666", Roberto Bolanio.

Thursday, 17 May 2012

barbablu

I am sending back the key
that let me into Bluebeard's study
in his eye's darkroom I can see
my X-rayed heart, dissected body:
I am sending back the key
that let me into Bluebeard's study.

                                                     Bluebeard, Sylvia Plath

Monday, 2 January 2012

on love...

Vi è chi è stato capace di esprimere i miei sentimenti meglio di me, a volte.
Ecco le loro parole...

Morgens und abends zu lesen
Der, den ich liebe
Hat mir gesagt
Daß er mich braucht.

Darum
Gebe ich auf mich acht
Sehe auf meinen Weg und
Fürchte von jedem Regentropfen
Daß er mich erschlagen könnte.

BERTOLT BRECHT

[...]
there is between my legs a crisp city.
when you touch me
it is Spring in the city; the streets beautifully writhe,
it is for you; do not frighten them,
all the houses terribly tighten
upon your coming:
and they are glad
as you fill the streets of my city.
my love you are a bright mountain which feels.
you are a keen mountain and an eager island whose
lively slopes are based always in the me which is shrugging, which is
under you and around you and forever: I am the hugging sea.

O mountain you cannot escape me
your roots are anchored in my silence; therefore O mountain
skilfully murder my breasts, still and always

i will hug you solemnly into me.

e.e. cummings

Friday, 30 December 2011

il nord chiama,forte.




SFERE di FUOCO


Nei mesi oscuri la mia vita scintillava
solo quando ti amavo.
Come la lucciola si accende e si spegne, si accende e si spegne,
-dai bagliori si può seguire il suo cammino
nel buio della notte tra gli ulivi.

Nei mesi oscuri l'anima stava rannicchiata
e senza vita
ma il corpo veniva dritto verso di te.
Il cielo notturno mugghiava.
Furtivi mungevamo il cosmo e siamo sopravvissuti.


Tomas Transtromer

Thursday, 1 December 2011

estar enfermo


"ocurre lo mismo con la piel.
cuando estoy nerviosa me la arranco de quajo alrededor de los dedos hasta que sangra, pero aun asi, después de tanto dolor no consigo quitarmela entera"

LUNA MIGUEL


es lo que hice hoy
quitarme la piel

Thursday, 17 November 2011

unquenched hope



waiting for him gives me more pleasure
than feasting with another

ANNA AKHMATOVA









stiamo per caso


cullando sogni non nostri?




dimmi,


lo stai facendo amore mio?




io sono confusa,
il mio mondo notturno invade la realtà...




eppure so


che da questa follia


proprio non mi va di andare via...






(I'll repeat it again and again, I adore the sound of your alarm clock, I hope it will be the soundtrack of the rest of my days...)











Wednesday, 16 November 2011

la prossima fermata è cancro...




sono stanca di quest'astrazione...




la

prossima

fermata

è

cancro.




eppure il dolore non è
la destinazione finale.

non
la
è.

lo so per certo.




SPEECHLESS BECAME MY HOME
AND MY CAPITAL- MUTENESS.

anna akhmatova



Wednesday, 9 November 2011

....

Tutte le poetesse sono morte, disse.
Roberto Bolaño

Tuesday, 8 November 2011

SENI


Ho un seno più grande dell’altro.

Gli uomini mi accarezzano

il più

sporgente.

Che furbi.

Penso.

È l’istinto animale.

Il mio petto

il mio seno

la mia tetta violacea di morsi

di freddo

d’imperfezione.

Solo tu sei perfetto

solo lui,

vi dico,

cuore unto,

preferisce l’odore di merda

a quello della

varichina

lui

ed il perfetto difetto

del suo caldo mento

della sua calda carezza

del suo sterile ti amo

LUNA MIGUEL

Monday, 7 November 2011

Luna, again

GIOVENTÙ

Piccola prostituta,

uccelli carnivori

eiaculano sulle tue ali

e ciò nonostante voli.



Luna Miguel

Friday, 28 October 2011

HUMAN AFTER ALL

RIPORTO QUI UNO DEI TESTI DELLA SCRITTRICE LUNA MIGUEL CHE STO TRADUCENDO IN ITALIANO E CHE ADORO...è FAVOLOSA...


La morte non può essere provata né dai vivi, né dai morti, però si dai malati. Succede lo stesso con la pelle: quando sono nervosa me la strappo alla radice, attorno alle dita, fino a quando sanguina, ma anche così, dopo tanto dolore, non riesco a togliermela del tutto. Ai morti gli si leva la pelle (lo fa il fuoco? I vermi? Il tempo? Ha poca importanza). Il malato si spella senza dolore, si brucia senza fuoco, si mangia i vermi. In questa casa c’è un malato. Dire malattia significa dire follia. Vivo con un malato che si graffia le braccia, che rompe i mobili con le unghie, che mi morde il cuore con la sua tristezza. È pazzo e malato, però solo a volte. Lo amo e mi prendo cura di lui, ma solo il fine settimana. L’amore non può essere vissuto se non si è pazzi, o malati, o molto vivi o molto morti. Tuo nonno morì e gli cucirono la bocca affinché non uscisse il pus, o le mosche, affinché nessuno vedesse la sua faccia oscena di piacere: che solo i pazzi morti godono in tal modo…perché moriré ci rende eterni, tanto eterni quanto le onde che evaporate diventano nubi e che liquide diventano cancro. Cancri come il plurale di cancro, ossia tumore, come il plurale di abbraccio. Qualcuno mi insegnò a disegnare il vento ed era qualcosa di simile a questo. Un’onda nel mio sorriso, pensai, ovvero, amore, ti ho chiesto scusa troppe volte, scrisse Ferrater. Questo era il vento. Questo era nascere. Era morire senza morire e senza malattia. Dirti la verità: sono qui ed ho bisogno di te. Era dirti la verità. Osservo la mia mano in un’istantanea analogica, provo a toccarmi la mano con la mano, volevo dire, la mia ombra con la mano e non sto toccando niente. Ma ho bisogno di te. Ho le unghie colorate di rosso, o meglio, scolorite di rosso. Il mio amico russo mi disse che non ero una brava donna. Pronunciava distintamente la erre di “brava” e la enne di “donna”. Non sei una “brrrava donnnna” perchè hai le unghie poco curate. Mal curate e mal tagliate e mi ci strappo la pelle attorno. “Ferraterr”. “Morrirre”. “Donnnna”. Mi sento selvaggia quando mi strappo il sangue. Il mondo si fa selvaggio quando il sangue cade al suolo. Voglio che nascano figli da queste minuscole gocce. Che nascano bestie marine. Esseri mitologici. Uccelli giganteschi. Che Zeus balli e mi scopi, pure. Che scenda fino a qui la bocca del mio pazzo malato e mi renda fertile. La vita non può essere provata né dai vivi, né dai morti. Mia mamma mi leggeva l’Iliade ed altre storie “affinché apprendessi alcune scene, racconti e vocabolario”. Se vuoi fare la giornalista, mi disse, devi conoscere tante parole. Povera ingenua! Tante parole! Povera ingenua io! Giornalista! Le risposi “Per parlare del mondo ho bisogno di conoscere solo la parola morte” e lei rise, un poco perplessa. Bambina repellente. Morte repellente. L’infanzia non può essere provata né dai vivi, né dai morti perché i vivi non la ricordano ed i morti appaiono senza pelle. L’infianzia può essere provata solo dai malati e dai folli, dicevo. Come la vita e come la morte e come l’amore, forse. Un lutto. Una lunga solitudine in compagnia. La solitudine dell’innamorato folle. Dell’uccello carnivoro. Del letto che non cigola. Del bambino che non sa immaginare.

Friday, 7 October 2011

thirsty



And when i walk
through the sad city
I get chocolates
for him even though
he doesn't love me
anymore
still, he never did
nor does he love
the moon
[...]
Am I supposed to only
love when it is
time to? Am i supposed
to be there for people
only when iti is time to?
CITYSCAPE, DOROTHEA LASKY





Fiori a terra.
Io appesa.
Fasciata.
La candela
brucia
la corda.
Io cado.
L'acqua.
Cade.
La pittura.
Cade.
Gattono.
L'acqua.
Vita.
Non la raggiungo.
Muoio di sete.




pic from the web

Thursday, 6 October 2011

Enclosed and isolated

I am a player
but that's no crime
to go on mercilessly not loving anybody fro all eternity.

DOROTHEA LASKY





Non potevo far altro che venire alla Tate Modern e sedermi davanti ad un tuo quadro.
Non potevo far altro che chiederti aiuto.

Per sputarlo tutto.

Per rigurgitarlo.

Perché ho le mani legate e sono in gabbia.


Perché grondo sangue nero.
Le narici sono dilatate
e il cervello sbrodola.




Mi hanno picchiata.
L'essere umano si adatta al peggio
con estrema facilità.
Spera vada bene,
ma se l'aspetta
la bastonata.



La lama stenta ad affondare,
la carne delicata e rosea
è pellaccia di cinghiale dopo tanti colpi.
Ma ci si rimane male ugualmente.




Sapevo che mi avresti aiutata, Francis,
con i tuoi millimetri insicuri,
le carezze opprimenti,
le luci spente.
Le tue verità massacranti.


Grazie per avermi avvolta nella tua ansia
e ricordato
che non sono la sola a barcollare tra i raggiri dell'esistenza,
che non sono l'unico animale spiaggiato
che lotta invano
per dare un senso a questo susseguirsi d'ore ed eventi.


Grazie per aver accompagnato l'acidità che regna nel mio stomaco.

E pervade il mio cuore.





pic, Francis Bacon, Study of a Dog 1952.

Tuesday, 14 June 2011

SABOR DE VENDIMIA

Después de todo,
el alma,
afortunadamente,
es como el vino.
Que me beba quien me ame,
que me saboree.

Gioconda Belli

Tuesday, 31 May 2011

IL LETTO DI FRIDA

"Umiliata, avvilita, non mi rimaneva altro se non tornare al mo ruolo di eroina. L'eroina sopporta in silenzio la sofferenza, non si lamenta, non pretende. Fa tutto da sola. E muore sola, si capisce".

Slavenka Drakulic

Thursday, 26 May 2011

della poesia

"Per lei la [scrittura] era come un salvagente
che la teneva in superficie e le permetteva
di nuotare, di respirare"
IL LETTO DI FRIDA, Slavenka Drakulic

Oggi ho pensato che mi piacerebbe condividere con voi un po' delle mie esperienze letterarie, raccontarvi perché scrivo, da quando, chi mi ha aiutata ed accompagnata in questo viaggio...

Ho sempre scritto,, iniziai da bambina a scrivere poesie, molto presto, amavo i temi, poi da adolescente provai con i romanzi..Rileggendo ciò che scrivevo a volte pensavo: "Dai; questo non è male!" Ma proporsi al prossimo è tutta un'altra storia, altri migliaia di fattori entrano in gioco..
Sono stati due gli episodi che mi fecero considerare più seriamente la questione dello scrivere.

Il primo è stato imbattermi nella poesia di Charles Bukowski; conoscevo già ed apprezzavo la sua prosa, ma non sapevo scrivesse anche poesia. Quando trovai alcune poesie alla fine di Shakespeare non l'ha mai fatto, m'illuminai. C'era un genere di poesia con il quale non avevo ancora avuto contatto, una poesia PROSAICA nello stile, in quanto priva di una ricercata costruzione metrica, di artificialità e priva di una ricerca lessicale esagerata. Una poesia prosaica nel contenuto, da considerarsi piuttosto volgare. Basta amore, basta fiorellini , lune e tramonti, la realtà è sporca e puzza di marcio e c'è bisogno di qualcuno che la racconti com'è invece di cercare di decorarla affinché faccia meno male.

Il secondo avvenimento che mi ha portata ancor più sulla strada dello scrivere avvenne a Madrid. Qui conobbi dei ragazzi che avevano una compagnia di teatro di strada, iniziai a lavorare con loro e molti dei partecipanti scrivevano. Organizzavano dei reading di poesia il mercoledì sera in una deliziosa sala da tè nel centro di Madrid, ed è qui che uscii dal guscio, che decisi di offrirmi al mondo...

Non vi è una motivazione per la quale ho scelto di scrivere poesia, diciamo piuttosto che è lei ad avermi scelta...esce spontanea ed è quasi più una fonte di sopravvivenza. Più volte mi sono sentita annegare ed è la poesia che mi ha tenuta a galla, che mi ha aiutata a sopravvivere... Ed è per me anche una sorta di esorcismo, lo strumento attraverso il quale argino i sentimenti più negativi nei confronti di me stessa e del mondo. E' la mia catarsi.

Thursday, 12 May 2011

Thursday, 9 September 2010

Gioconda

para esto me servirà la madurez
para adentrarme màs allà del verdor
y ver y amar sin miedo la totalidad:
la
podredumbre
igual que la
gloria