Wednesday, 27 April 2011

Fede and BG

Mi piace pensare che ora siete assieme, a sparare cazzate, come facevate qua...
Graffio,
dentro trovo muco.
Rimane il vuoto,
cavo,
è trafitto.
E' finito
tutto.
Non c'è più conflitto.


Cosa è successo alla poesia???

Sunday, 17 April 2011

QUANDO FINISCE UN AMORE


I'm sorry I didn't sound more excited on the phone
I'm sorry that after all these years
I've left you feeling unrequited and alone, brought you to tears
I guess I never loved you quite as well as the way you loved me
I guess I'll never really be able to tell you how sorry
I am

And I don't know what it is about you
I just know it's not what it was
I don't know why red fades before blue it just does
and I don't know what it is about me
that I just can't keep still
I keep thinking someday I will make this all up to you
and maybe someday I will

I guess I never loved you quite as well
as the way you loved me
I guess I'll never really be able to tell you how sorry
I am
sorry I am
sorry I am
sorry I am


Sunday, 10 April 2011

Le bambine tristi


C’era una volta una bambina che odiava sé stessa.

Guardava i colori del mondo e se ne innamorava, ma poi piangeva vedendosi grigia nello specchio.

I suoi occhi erano grandi ed intensi e stupendi, ma incredibilmente tristi.

Un giorno, passeggiando, incontrò il vento ed a lui chiese aiuto. Le piaceva come scuoteva le foglie delle palme arrugginite, voleva facesse lo stesso con lei, voleva le scuotesse di dosso il peso dell’esistenza. E funzionò, ma solo brevemente. Dopo le prime emozioni, il cuore della bimba riprese a piangere disperato.

Fino a che non incontrò il sole, si piacquero, si toccarono e si abbracciarono. La bimba amava come il sole scaldava le rocce e l’acqua del mare, come rendeva tiepida l’erba la mattina. Persa nell’abbraccio del sole, dimenticò, ma solo per un poco. Le lacrime tornarono a sgorgare, ad irrigarle le guance ormai prive di colore.

Fu allora che s’imbatté nelle nuvole e fu sedotta dal loro candore. S’innamorò di una di loro, ma non fu ricambiata. La nuvola aveva fretta, andava veloce e non poté permanere. La nuovola era soffice, eppure la tagliò e le provocò una ferita che non poté mai guarire.

Camminando sperduta, una mattina vide un’altra bambina che stava morendo di malinconia come lei. Si guardarono negli occhi e capirono che erano sorelle nel dolore. Non v’era scampo. Si presero per mano e sopravvissero in silenzio.

Monday, 28 March 2011

LET'S EAT OUTDOORS TODAY

Ancora una volta Hirst sciocca.
Starei ore a guardare queste mosche
ronzare in un cubicolo di vetro.
Dopo una prima impressione di disgusto,
mi rendo conto di quanto invece
la decadenza mi ipnotizzi.
Lo sporco, la morte, il buio, l'orrore.


Mi viene da vomitare
eppure non posso
distogliere
lo sguardo.




Damien Hirst “Let’s Eat Outdoors Today”, 1990/91

Thursday, 24 March 2011

Centre Pompidou, Francis!!!!

Trois personnages dans une pièce, 1964





Non ricordavo ci fosse anche lui, non ne ero sicura...Volto l'angolo, entro in una nuova saletta e...

FRANCISSSS

...un tuffo al cuore!!!!!!!!!
QUESTO E' AMORE!!!
Non so perché egli susciti tutto questo in me, comunque è e rimarrà il mio favorito!
Eppure stavolta esce meno dal mio stomaco,
non riesco a gridare...

Forse la mia anima si sta ricomponendo, forse sono in un momento d'evoluzione
e costruzione,
ho accantonato per breve la disperazione...

I tuoi quadri Francis,
sono d'una bellezza che mi lascia senza fiato,
non riesco ad alzarmi, a distogliere lo sguardo.....

Perché hai ritratto il tuo compagno sul cesso?
Chi è la figura di mezzo che si contorce dal dolore??


Perché molti dei suoi personaggi perdono l'anima dei suoi quadri, perché si squagli loro ai piedi
come gelato in agosto?
Perché non vi è mai nulla sullo sfondo??
Sono persone sole, macerate dentro che si scontrano con il grigio vuoto dell'esistenza....