Wednesday, 4 November 2009

GENERAZIONE X


Noi della generazione x, y, w e z.


Noi, che adoriamo i classici, li centelliniamo come vino DOCG; noi, che selezioniamo lemmi aulici da amalgamare al peggiore dei gerghi. Noi, che leggiamo Celine e Mann e Goethe, pero' poi amiamo Bukowski e la Santacroce.


Noi, che abbiamo Lauree e un Master e una dozzina di corsi di specializzazione e parliamo 3 lingue e mezza, ma non ce ne frega un cazzo di un lavoro decente, di uno stipendio buono, di una professione degna e fissa. Sarebbe come morire dentro, tutta questa stabilita'.


Noi , che ci spaventa la serenita'. Che potremmo tenere in pugno tutto e non vogliamo nulla.


SOLO CHE CI LASCINO IN PACE.

Wednesday, 21 October 2009

VOLUNTARY TORTURES 2

SONO DONNA

Ho taciuto:
sono riuscita
ad ascoltare il mio corpo.
Gridava,
strillava,
gemeva
per quelle mutilazioni inflittegli.
Credevo di curarlo,
lo stavo reprimendo.

VOLUNTARY TORTURES…or the bizarre ways in which women suffer in the name of beauty.



*THINKING ABOUT ANNETTE MESSAGER*

Il mio esserne partecipe ispira la mia riflessione. Partecipe delle torture inflitte al mio corpo. Non sono sciocca, né ambigua. Sempicemente rappresento le due facce della medaglia. Sono vittima e carnefice, sono la rivoluzionaria e la reazionaria, la suora e la puttana, la madre e la figlia, il sesso sadomaso e l’astinenza, la salute e la malattia. Se non ne fossi partecipe ne sarei al di fuori e questa riflessione sul corpo femminile non mi tangerebbe. Rimarrei solo a guardare. Ridendo. Ma invece mi fa male perché so ciò che vuol dire, perché vi sono in mezzo fino al collo, perché affondo in questa sabbia mobile che é il canone estetico ogni volta che mi dimeno per uscirne. Perché il mio corpo lo abito io, ma lo vedono tutti gli altri, lo vivono, lo toccano e su lui influiscono.

Welcome to da West!!!

Benvenuti all’Occidente, al Nord. Benvenuti a London, la terra delle fantastiche opportunità.

Si, l’opportunità di lavorare, un extracomunitario, 75 ore settimanali, senza contratto, guadagnando poco più di quello che é uno stipendio standard. Ma certo, é lui stesso che lo chiede, di lavorare cosí tanto, perché ne ha bisogno, per mandare i soldi a casa, per aiutare la famiglia. Ma sei tu, il re del quattrino, figlio di puttana, che lo sfrutti. Tu che risparmi uno stipendio sulla pelle di un ragazzino.

Ricordo gli interminabili dibattiti sulla prostituzione; le opinioni sul regolarizzare la professione o meno perché vi sono alcune donne che lo fanno per scelta e dobbiamo rispettarle. Si, per scelta. Che strani concetti crea nella sua testa l’essere umano; come se con le spalle al muro ed una pistola puntata alla tempia, uno potesse essere realmente libero di scegliere!

ITS JUST RIDICULOUS!!

Della poesia e delle pene....

CHE ROMPO I CANONI, QUESTO E’ QUEL CHE SI DICE DELLE MIE POESIE.
SINCERAMENTE, QUESTA NON E’ LA MIA COSCIENTE INTENZIONE, NON E’ A QUESTO CHE PENSO QUANDO SCRIVO. IO SCRIVO E BASTA. ESPELLO CIO’ CHE HO DENTRO AL RITMO DETTATO DAL MIO CERVELLO.

PERO’ SI, DEVO AMMETTERE CHE SONO STUFA DI APRIRE LIBRI DI POESIE SCRITTE AL GIORNO D’OGGI CHE DECANTANO LA BELLEZZA DEI FIORI IN PRIMAVERA, DI CUORI FELICI DAVANTI STRUGGENTI TRAMONTI, UOMINI INCANTATI DAGLI OCCHI DELL’AMATA, ODI ALLA VITA. LEGGO ‘STA ROBA E MI SI RIMUOVONO LE OVAIE, MI CADONO AL SUOLO! MI SORPRENDO PERCHE’ SEMBRA CHE I MIEI CONTEMPORANEI VIVANO IN UNA SOCIETA’ DIVERSA DALLA MIA, MOLTO PIU’ ARMONICA ED IDILLICA DI QUELLA CON CUI OGNI GIORNO SONO COSTRETTA A FARE I CONTI.
QUINDI, POSSO DIRE CHE IL MIO NON E’ ESATTAMENTE UNO SCONVOLGERE I CANONI. A ME PIACE LA TRADIZIONE, APPREZZO I CLASSICI, HO AMATO LEOPARDI, PASCOLI E MILLE DEI GRANDI, LI CONTINUO AD ADORARE ED E’ PERCIO’ CHE NON VOGLIO CHE I MIEI VERSI SIANO UN MERO, RIDICOLO SCOPPIAZZAMENTO DELLA PAROLE DI GENI PASSATI (ED ATTUALI). QUANDO SCRIVO PROVO AD ESSERE ME STESSA, A RIBALTARE NEL TESTO LA MIA CONDIZIONE DI GIOVANE DONNA NATA IN OCCIDENTE IN EPOCA MODERNA, CON I MIEI LIMITI E LE MIE IRRISOLVIBILI CONTRADDIZIONI, INVECE DI RIFUGIARMI DIETRO PRECETTI STABILITI SECOLI FA, CHE NON MI APPARTENGONO, AI QUALI NON SONO CAPACE DI ADERIRE NEPPURE CON IL MASSIMO DELLO SFORZO.


CREO, DUNQUE, IL MIO DI CANONE. E’ NECESSARIO DERAGLIARE SE VOGLIAMO CREARE QUALCOSA DI NUOVO. NON VI E’ PROGRESSO SENZA DEVIAZIONE DALLA NORMA!

Viaje y existencialismo

Debería ir a Italia mucho màs a menudo. En el viaje pierden tan de importancia los detalles de mi cotidianidad, las pequeñeces que me hieren cada día, que estas ràpidas escapadas a mi tierra natal se estàn volviendo en mi terapia. El viaje es el limbo temporal en el que ahogo las emociones màs impulsivas, es la tierra de medio donde no hay ganadores ni perdedores, ni víctimas, ni verdugos; y yo, yo vuelvo contenedor vacío que sòlo espera ser llenado otra vez. El viaje que se hace catarsis de mi alma, purificaciòn de mis derrotas, que deja descolorida la realidad anterior para que yo vuelva a pintarla con témperas nuevas. En la decontextualizaciòn radica la posibilidad de volver a respirar y yo vuelvo a mi nueva tierra adoptiva pura y cristalina.